IN MORTE DI WISLAWA






PHOTO BY MISTI
.
                                                    .
<>
 

 


SOTTO   UNA   PICCOLA   STELLA
..

Chiedo scusa al caso se lo chiamo necessità.
Chiedo scusa alla necessità se tuttavia mi sbaglio.
Non si arrabbi la felicità se la prendo per mia.
Mi perdonino i morti

se ardono appena nella mia memoria.
Chiedo scusa al tempo per tutto il mondo
che mi sfugge a ogni istante.
Chiedo scusa al vecchio amore
se do la precedenza al nuovo.
.

Perdonatemi, guerre lontane,
se porto fiori a casa.

Perdonatemi, ferite aperte,
se mi pungo un dito.  

Chiedo scusa a chi grida dagli abissi
per il disco col minuetto.

Chiedo scusa alla gente nelle stazioni
se dormo alle cinque del mattino.
Perdonami, speranza braccata, se a volte rido.
Perdonatemi, deserti,

se non corro con un cucchiaio d'acqua.
.
E tu, falcone, da anni lo stesso,

nella stessa gabbia, immobile,
con lo sguardo fisso sempre nello stesso punto,
assolvimi, anche se tu fossi un uccello impagliato.
Chiedo scusa all'albero abbattuto
per le quattro gambe del tavolo.
Chiedo scusa alle grandi domande

per le piccole risposte.
Verità, non prestarmi troppa attenzione.
Serietà, sii magnanima con me.
Sopporta, mistero dell'esistenza,
se tiro via fili dal tuo strascico.

.
Non accusarmi, anima,
se ti possiedo di rado.
Chiedo scusa al tutto

se non posso essere ovunque.
Chiedo scusa a tutti

se non so essere ognuno e ognuna.
So che finché vivo  niente mi giustifica
perché io stessa  mi sono d'ostacolo.
.
Non avermene, lingua,
se prendo in prestito parole patetiche,
e poi fatico per farle sembrare leggere






NULLA E' IN REGALO
.
..


Nulla è in regalo, tutto è in prestito.

Sono indebitata fino al collo.

Sarò costretta a pagare per me

con me stessa

a rendere la vita in cambio della vita.

È così che è stabilito

il cuore va reso  e il fegato va reso

e ogni singolo dito. È troppo tardi

 per impugnare il contratto.

Quanto devo mi sarà tolto con la pelle.

Me ne vado per il mondo

tra una folla di altri debitori

Su alcuni grava l'obbligo di pagare le ali.

Altri dovranno,  per amore o per forza,

rendere conto delle foglie.

Nella colonna Dare ogni tessuto che è in noi.

Non un ciglio, non un peduncolo

 da conservare per sempre.

L'inventario è preciso, e a quanto pare

ci toccherà restare con niente.

Non riesco a ricordare dove, quando e perché

ho permesso che aprissero questo conto a mio nome.

La protesta contro di esso la chiamiamo anima.
.

E questa è l'unica voce che manca nell'inventario.
.



  [ WISLAWA SZYMBORSKA ]





Se ne è andata in punta di piedi. Come aveva vissuto. In punta di piedi scriveva, con garbo, delicatezza e una sottile, magnifica ironia. Mischiando continuamente gli ingredienti della sua poesia: l'incanto e la disperazione.
.
Metto qui uno dei suoi brani che più mi sta dentro fin da quando l'ho scoperta nel 1998  a due anni dal conferimento del Nobel e da quel suo memorabile e meraviglioso discorso sulla poesia e sul "non so".
.
Grazie Wislawa.
Grazie per l'umiltà.
E per la tua anima di intrepida, antica, ragazza polacca.





CONVERSAZIONE CON UNA PIETRA

.


Busso alla porta della pietra.
- Sono io, fammi entrare.
Voglio venirti dentro, dare un'occhiata respirarti come l'aria.
- Vattene - dice la pietra. - Sono ermeticamente chiusa.
 Anche fatte a pezzi saremo chiuse ermeticamente.
Anche ridotte in polvere non faremo entrare nessuno.

.
Busso alla porta della pietra.
-Sono io, fammi entrare.

Vengo per pura curiosità.
La vita è l'unica occasione. Vorrei girare per il tuo palazzo
e visitare poi anche la foglia e la goccia d'acqua.
Ho poco tempo per farlo.
La mia mortalità dovrebbe commuoverti.
.
-Sono di pietra - dice la pietra -
e devo restare seria per forza. Vattene via.

Non ho i muscoli per ridere.

.
Busso alla porta della pietra.
-Sono io, fammi entrare.

Dicono che in te ci sono grandi sale vuote
mai viste, belle invano

sorde, senza l'eco di alcun passo.
Ammetti che tu stessa ne sai poco.

-Sale grandi e vuote - dice la pietra -
ma in esse non c'è spazio.

Belle, può darsi,
ma al di là del gusto dei tuoi poveri sensi.

Puoi conoscermi, però mai fino in fondo.
Con tutta la superficie mi rivolgo a te
ma tutto il mio interno è girato altrove.

.
Busso alla porta della pietra.
-Sono io, fammi entrare.

Non cerco in te un rifugio per l'eternità.
Non sono infelice.
Non sono senza casa.
Il mio mondo è degno di ritorno.

Entrerò e uscirò a mani vuote.
E come prova d'esserci stata  davvero
porterò solo parole, a cui nessuno presterà fede.
.
-Non entrerai - dice la pietra.

- Ti manca il senso del partecipare.
Nessun senso ti sostituirà quello del partecipare.
A
nche una vista affilata fino all'onniveggenza
a nulla ti servirà,
senza il senso del partecipare.
Non entrerai,
non hai che un  senso di  quel senso
appena un germe, solo una parvenza.
.
.

Busso alla porta della pietra.

- Sono io, fammi entrare.
Non posso attendere duemila secoli
per entrare sotto il tuo tetto.
.

- Se non mi credi - dice la pietra -
rivolgiti alla foglia, dirà la stessa cosa.

Chiedi a una goccia d'acqua, dirà come la foglia.
Chiedi infine a un capello della tua testa.
Scoppio dal ridere, d'una immensa risata
che non so far scoppiare.
.
.
Busso alla porta della pietra.
.
.
- Sono io, fammi entrare.
.
.
Non ho porta - dice la pietra.




[ WISLAWA SZYMBORSKA ]




A completare, questo piccolo ricordo  della poetessa Wislawa Szymborska, voglio aggiungere le immagini di una " poetessa della  luce ": Miss Ti.  

Due  foto  dell'amica  Misti, un'appassionata fotografa delle vette e della Luce







.

.







.
.



PHOTO BY MISTI

.


.




Commenti

  1. Voglio unirmi a te in questo omaggio a una grande voce della poesia contemporanea. Ho sempre pensato che la poesia non può di certo cambiare il mondo ma da qualche parte ho letto che " i versi non rovesciano i regimi ma certamente vivono più a lungo di tutti i loro manifesti".

    RispondiElimina
  2. e ora come farò se vorrò leggere nuove cose di LEI?:(

    RispondiElimina
  3. E' una poesia splendida, i poeti sono i vedenti in un mondo di ciechi.
    Ciao Carlo e grazie...

    RispondiElimina
  4. Lo stupore non conosce vergogna, ogni qualvolta i miei occhi si posano qui...
    grazie Carlo...
    sereno finire del giorno..
    un caro saluto..
    dandelìon

    RispondiElimina
  5. Carlo...che emozione l'immagine che hai scelto...quel cuore nel mezzo cuore, così delicato ed etereo...la prima volta che l'ho vista da Misti mi sembrava l'ala di una farfalla ripiegata su di sè...una farfalla in attesa.

    Wislawa e la sua poesia saranno sempre dentro di noi...

    ti abbraccio

    RispondiElimina
  6. meraviglioso post per una preziosissima perla rara di indicibile bellezza...faro potente nel cammino di tutti quelli che l'hanno -sin da subito- amata

    RispondiElimina
  7. Passerà il tempo e le sue parole resteranno a testimoniare l'eternità spirituale.

    RispondiElimina
  8. È un onore "accompagnare" Wislawa e le sue parole.

    Grazie ... cercherò di conoscerla meglio !!

    ....

    RispondiElimina
  9. Grazie per questo ricordo, adoro Wislawa ed il suo genio immaginario...

    RispondiElimina

Posta un commento

Post più popolari