VISITA A MONTAGNOLA





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Casa Camuzzi

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Inizio dell'itinerario con audioguida
  

  
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veduta dalla collina di Montagnola del lago






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Un doveroso e giusto riconoscimento spetta intanto al sistema di trasporti locali del Canton Ticino. Esemplare l’integrazione fra i diversi mezzi di trasporto (battelli sul lago di Lugano, treni regionali, autopostali, funicolari e funivie presenti nella regione svizzera. Grazie a questo sistema è comodissimo spostarsi in ogni frazione anche la più piccola, senza aver bisogno di utilizzare l’auto.
 
Proprio usufruendo di questa possibilità mi è capitato così di poter lasciare l’auto alla stazione di Capolago (all’estremità meridionale del lago di Lugano) e potermi muovere senza problemi nelle diverse località che avevo scelto di visitare.
 
Una volta preso il treno regionale per Lugano si scende alla stazione di Lugano centrale e ci si dirige all’autosilo Balestra, un complesso sotterraneo nel pieno centro di Lugano che funge da stazione centrale per tutti gli autopostali (sono gli autobus che collegano ogni frazione anche la più sperduta del territorio ticinese). L’autobus diretto a Montagnola e alle frazioni del comune di Collina D’oro lo si può tuttavia anche aspettare nei pressi della stazione Ferroviaria di Lugano ( lato monte, all’incirca all’altezza di via Sorengo).
 
L’autobus nel giro di 15 minuti giunge nella piazza centrale di Montagnola da cui seguendo le precise indicazioni esposte, si arriva in 5 minuti all’ingresso della casa-museo allestita e gestita dalla Fondazione Hermann Hesse. Il museo occupa una piccola parte della casa Camuzzi che è rimasta una abitazione privata, allo stesso modo della cosiddetta “ Casa rossa”, la seconda abitazione che Hesse abitò dal 1931 fino alla morte. Naturalmente Casa Camuzzi con il suo giardino che scende dal colle di Montagnola fino a digradare in direzione del lago occupa un ruolo del tutto privilegiato nella storia umana di Hesse. Fu infatti la casa in cui lo scrittore diede alla luce le sue opere più significative  e tormentate: "L'ultima estate di Klingsor", "Siddharta", "Narciso e Boccadoro"," Il lupo della steppa". Nella Casa Rossa invece ideò e portò a termine "Il gioco delle perle di vetro" e molte delle sue ultime poesie legate alla natura, oltre a "Ore nell'orto" in cui riafferma, se mai ce ne fosse bisogno, il suo particolarissimo rapporto con il mondo naturale  come fonte di ispirazione e di serenità interiore.

All'ingresso si viene accolti dal personale del  Museo che con modi molto amichevoli e cordiali indica le varie possibilità che sono disponibili per il visitatore: l'immediata visita delle sale del museo disposte su 4 piani oppure il percorso attraverso Montagnola e dintorni che è stato studiato proprio per  mostrare i luoghi più significativi dello scrittore. I sentieri che percorreva quasi quotidianamente, i grotti che frequentava, i poderi dei vicini che attraversava ogni volta che si proponeva di dipingere i suoi acquerelli all'aperto prendendo spunto dagli scorci che gli offrivano le colline al di sopra del lago di Lugano.

Mi è capitato di fermarmi a parlare con la direttrice del museo, la Signora Regina Bucher che nonostante il forte accento tedesco parla e comprende alla perfezione l'italiano. Mi spiegava come al valore del museo, da diversi anni, si è aggiunta questa iniziativa di ampliare l'orizzonte delle testimonianze su Hesse al territorio circostante. Inoltre la stessa Bucher si è occupata della pubblicazione di dvd e cd attraverso i quali è possibile assistere a documentari e ascoltare brani con la voce originale di Hesse che dopo tanti anni passati in Ticino nell'ultima parte della sua vita parlava già un discreto italiano.

Come compagna e guida del percorso allestito attraverso i luoghi di Hesse è stata realizzata un'ottima audioguida che permette di documentare i diversi luoghi dell'itinerario, offrendo inoltre brani tratti dalle opere dello scrittore nelle quali ci sono riferimenti diretti ai luoghi in cui ha vissuto. Poesie dedicate alla seconda e alla terza moglie, commenti di Hermann sui ticinesi e sul fantastico paesaggio naturale di questi luoghi, testimonianze di amici e conoscenti, tutto fa sì che la presenza di Hesse diventi tangibile. La mia personale impressione è stata di tornare a visitare i luoghi cari ad un nonno, ad una persona di famiglia, di cui i nostri genitori ci hanno narrato solo un decimo delle imprese e dei discorsi.
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L'emozione è stata davvero continua e potente lungo tutto il percorso che ho seguito scrupolosamente, fermandomi ad ogni stazione, ascoltando il commento parlato dell'audioguiida e leggendo ognuno dei tanti cartelli con citazioni e brani di Hesse sparsi fra le vie di Montagnola.
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Il percorso è infatti suddiviso in tante tappe ed ognuna testimonia un aspetto della poetica dello scrittore, dalla convivivialità dei grotti, alla dolce malinconia di Liguna dove egli dipingeva assai spesso fino alla emozionante visita al cimitero di S.Abbondio nel territorio di Gentilino ove riposa lo scrittore e la sua terza moglie Ninon. Terminato il percorso e rientrato sulla piazzetta antistante Casa Camuzzi, ho finalmente visitato le diverse stanze del Museo e ho potuto vedere i tanti oggetti appartenuti a quel povero vagabondo tormentato ma ricco di umanità che fu Hermann Hesse che per interi inverni si nutrì semplicemente con i frutti del bosco e principalmente con le castagne che lui stesso provvedeva a raccogliere nei boschi attorno a Montagnola e a Carona. 

Eppure ci sono oggetti che mi hanno emozionato più di altri: intanto le forbici da potare che usò per anni e anni nella sua passione per il giardino. Sia a Casa Camuzzi che quando si trasferì nella casa Rossa in lui divampò un legame sempre più forte con gli alberi, le piante, i fiori e gli uccelli, un amore che tanto ricorda il trasporto amoroso per la Natura di San Francesco.
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Un amore tanto potente da portarlo a  dare disposizioni affinchè la sua tomba fosse posta all'ombra e contenesse un masso di pietra con un incavo capace di raccogliere l'acqua piovana in modo che sul suo sepolcro ogni tipo di uccello potesse venire a dissetarsi in tutta tranquillità.
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Le stanze contengono cimeli e abiti, cappelli e cartoline, lettere, appunti,  diari e alle pareti i suoi ormai famosi acquerelli. La pittura infatti lo prese e lo conquistò come una sorta di meditazione ed esercizio spirituale, capace di distoglierlo dai pensieri più catastrofici che lo affliggevano durante i lunghi anni della prima guerra mondiale e quelli successivi caratterizzati dalla separazione della prima moglie Mia e dalla conseguente "depressione" e crisi esistenziale. Da allora e fino alla morte i colori e i pennelli furono gli strumenti di una " autoanalisi" parallela, rispetto a quella a cui si sottopose realmente negli anni Venti prima con il medico Lang e poi con contatti diretti anche con Carl  Jung.
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Ho scattato molte foto di quelle stanze ma quì ne pubblico solo una piccola parte, utile per documentare l'accuratezza di questo piccolo e prezioso museo.
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Infine per chi avesse voglia di seguire  alcuni contributi audiovisivi, metto a disposizione almeno due link. L'archivio video è quello della televisione Svizzera (RSI) che mi è stato segnalato dall'amica Misti. Curiosando al suo interno ho scoperto due validi filmati. Il primo link conduce ad un lungo e interessante servizio realizzato dalla televisione svizzera in occasione del cinquantenario della morte di Hesse (9 AGOSTO 2012). Il link è il seguente:
  
http://la2.rsi.ch/home/channels/lifestyle/personaggi/2012/01/26/hesse-50-anni-dopo.html#Video

Si tratta di un video che testimonia, meglio di mille parole scritte, il rapporto che si è creato nel tempo fra il Ticino e il suo illustre ospite.

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Il secondo, "La lunga estate di Hermann Hesse" è un vero film-documentario sulla vita di Hesse, a partire dalla sua fuga in Canton Ticino del 1919, quando si trasferì per la prima volta a Casa Camuzzi. Fra l'altro è  lo stesso film che viene proiettato nella sala video del museo Hesse posta al piano terra. 

Un film che, inutile negarlo, mi ha commosso profondamente. Ho pianto durante la sua visione e non me ne vergogno, anzi è stato proprio in quei momenti che mi sono sentito ripagato di ogni fatica del viaggio. Davanti a quel racconto e a quelle immagini non ho potuto che ringraziare il destino che mi ha portato fino a Montagnola. Il link è questo:
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Oggi, si calcola che ogni anno, da tutto il mondo, giungano al museo di Hesse a Montagnola, almeno 15.000 visitatori, spinti dall'amore per i suoi libri e dal desiderio di rendere omaggio allo scrittore tedesco. Io sono uno di loro.
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Mi piace pensare di dare in questo modo il mio piccolo apporto a far conoscere una volta di più, questa piccola-grande persona che è stata Hermann Hesse e soprattutto, di contribuire a rivalutare quel messaggio "fra le righe", che ci ha lasciato con la sua stessa vita.


















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personaggi illustri nel cimitero di Gentilino



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lapide sulla tomba di H.Hesse






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La vegetazione che circonda la sua tomba



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Ingresso al Grotto Cavicc



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La mitica Smith Premier n.4 su cui Hesse compose le sue maggiori opere.






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Commenti

  1. Il secondo filmato è davvero toccante.Ma anche tutto il resto. Il tuo post è veramente uno stimolo prezioso. Ho bisogno di andare nello studio e cercare i suoi libri....

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  2. mi rodo dall'invidia :) vado a camminare vah, che e' meglio

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  3. dimentica. sto scrivendo. ma non sono tanto in vena. boh :)
    http://xjahirax.wordpress.com

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  4. dimenticavo, non dimentica. cmq ti avevo scritto il link del blog. ma sto coso non l'ha mai riportato :)

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  5. Mi piacciono molto le tue fotografie e descrizioni. Ti seguo molto volentieri!! Non ho mai visitato il museo di Herman Hesse a Montagnola ma ne conosco l'importanza e il valore. Per le passeggiate (non molte invero) che ho postato sul blog, vai sul tag "Ticino" e saranno raggruppate le foto della zona.
    ciao ciao
    Dany

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  6. Oh, come sono felice che tu abbia fatto questo "pellegrinaggio"! ...Ero quasi stupita che (forse troppo preso dal mare!) ancora non lo avessi fatto!
    Ma ogni cosa arriva -forse- al momento giusto...
    Spero che quel momento possa arrivare anche per me.
    Intanto ti sono grata di poter vedere e assaporare immagini e sensazioni, da quelle translate, che ho sempre sognato di poter avvicinare...
    Grazie!
    :****************

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  7. @ iraida2:
    eh sì il secondo filmato mi ha "colpito e affondato"...quanti spunti quanti pensieri! ...ancora ora sto cercando di assorbire il !"maremoto" che scatena questo tipo di viaggio psicologico nel territorio di un grande scrittore.

    @ jahira:
    Ma che bello tornare a trovarti! Anche se non avrai molta voglia di scrivere, anche se sarai impegnata in mille altri problemi. Ma è bello sapere che ci sei con tutta la tua preziosa ironia.

    @ Love for Food and Photography:
    grazie per l'apprezzamento. E' reciproco. Ho trovato molto stimolanti alcuni tuoi post (sia sulle escursioni che sulla cucina a dire il vero!)...nel senso che innescano mille curiosità e "sani appetiti". :) E poi alcune foto del Tuo Ticino, sono come una "torta" in cui tuffarsi!Si vorrebbe sprofondare dentro certi "verdi" e bagnarsi in certe cascate. Pura magia!

    @ Leira :
    Buon giorno Leira! ben ritrovata... son contento che sia capitata qui in corrispondenza di questi post su Hesse. Te ne parlavo tempo fa, di questo rapporto speciale con lo scrittore di Siddharta. Finalmente ho sentito che era arrivato il momento giusto di fare questo "pelleggrinaggio" perchè è vero che si è trattato di un pellegrinaggio... Ma non ho chiesto nè "grazie" nè miracoli. Solo il privilegio di continuare a sentire così forte la musica di cui traboccano i suoi libri. La musica dell'inquietudine, della sorpresa, della ricerca continua ed instancabile. Di quell'anello che non tiene e di quella scintilla che squarcia il velo di Maya.
    Felice che ti sia piaciuto accompagnarmi idealmente in quel percorso a Montagnola.

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  8. Casa Camuzzi con il suo giardino che scende dal colle di Montagnola fino a digradare in direzione del Lago occupa un ruolo del tutto privilegiato nalla storia umana di Hesse. Fu infatti la casa in cui lo scrittore diede alla luce le sue opere più significative e tormentate: "L'ultima estate di Klingsor", "Siddharta", "Narciso e Boccadoro"," Il lupo della steppa". Nella Casa Rossa invece ideò e portò a termine Il gioco delle perle di vetro e molte delle sue ultime poesie legate alla natura, oltre a "Ore nell'orto" in cui riafferma se mai ce ne fosse bisogno il suo particolarissimo rapporto con il mondo naturale come fonte di ispirazione e di serenità interiore.

    che meraviglia scoprire grazie a te anche i luoghi in cui ha scritto i capolavori che amo...
    e percepire tutto l'amore e il rispetto che provi per questo caro "nonno" di cui senti prepotentemente le radici...poter ascoltare la sua voce, addirittura mentre parla italiano...ripercorrere le sue strade, i suoi sentieri, vedere le cose che vedeva lui e che faceva sue negli aquerelli...
    Carlo, ti invidio con onore e con rispetto per ciò a cui ti puoi accostare e m'inchino ancora di fronte alla tua grande sensibilità nel riportare a noi 'poveri mortali' tutta questa bellezza.

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  9. Si legge in ogni sillaba il tuo interesse, il tuo amore, la tua coriosità ed ammirazione per il maestro .... sono lieta che tu abbia vissuto questi bei giorni.

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  10. @ Levonah:
    grazie... leggere il tuo commento mi ha fatto molto bene. Significa che tanto, tantissimo di quello che esprimiamo anche attraverso uno schermo, "passa" e alla fine la gratificazione che comporta la condivisione di certe esperienze supera qualsiasi immaginazione. Sono felice di aver fatto partecipi di questa esperienza, altre persone e altri lettori di Hesse.

    @ Misti:
    Tu sai e comprendi anche prima di leggere. :)
    Eh sì... e mi sa che "i giorni belli" accadono quando si segue il proprio istinto e il sogno che ci si porta dentro da tanto tempo. E poi oltre al Museo di Hesse io ho scoperto un piccolo paradiso che è il Canton Ticino! Ecco perchè la felicità è doppia, tripla...
    moltiplicata! E in molto di tutto questo c'è la tua mano, anzi il tuo dito, capace di scattare e immortalare mille frammenti di questa Natura meravigliosa che rende la tua regione così speciale!

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