Tra cadaveri in maschera...




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Probabilmente
non sei più chi sei stata
ed è giusto che cosí sia.
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Hai raschiato a dovere la carta a vetro
e su noi ogni linea si assottiglia.


Pure qualcosa fu scritto
sui fogli della nostra vita.
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Metterli controluce
è ingigantire quel segno

formare un geroglifico più grande
del diadema
che ti abbagliava.


Non apparirai più dal portello
dell'aliscafo o da fondali d'alghe,
sommozzatrice di fangose rapide
per dare un senso al nulla.

Scenderai sulle scale automatiche
dei templi di Mercurio

tra cadaveri in maschera,
tu la sola vivente,
e non ti chiederai
se fu inganno, fu scelta, fu comunicazione
e chi di noi fosse il centro

a cui si tira con l'arco dal baraccone.
_

Non me lo chiedo neanch'io.
_

Sono colui 

che ha veduto un istante
e tanto basta
a chi cammina incolonnato
come ora 
avviene a noi
se siamo ancora in vita

o era un inganno crederlo.__
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Si slitta



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 [ Eugenio Montale, Satura II ]
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Commenti

  1. Da te sempre bella poesia e ottima musica!!
    Grazie
    Annamaria

    RispondiElimina

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