Non so perchè, ma queste citazioni trovate un po' per caso,
le ho sentite da subito legate, sotterraneamente connesse,
dentro un significato molto più ampio di quel
che potrebbe sembrare.
Ora visto che sono un inguaribile curioso e mi piace
trovare spunti per riflettere e aprire un dialogo sui
più diversi argomenti, invito tutti quelli che passeranno
di qui, a lasciare un loro piccolo contributo,un loro pensiero.
Che senso hanno?
E può esserci davvero un legame fra loro?
Alla fine, poi, metterò il mio commento, la mia opinione,
quella che in fondo, mi ha convinto a creare questo post.
Ringrazio fin d'ora chi vorrà partecipare a questa discussione
.
.
di quella citazione avevamo già parlato, ma... quel quadro! Adoro quel quadro! Ogni volta che mi ci imbatto mi lascia senza parole. L'autore ha questo suo modo sottile di dire la verità,fa si che arrivi dritta dritta dove deve arrivare, come una lancia.
RispondiEliminaLe due frasi: una parla dell'uomo maschio, l'altra dell'uomo in generale. La seconda mi affascina moltissimo da sempre ed è vero: la vita di ogni uomo è un tentativo di conoscere la propria profondita......a volte resta un sentiero, a volte è una vera e propria strada, infatti non tutti ci riescono.
RispondiElimina...eh?
RispondiEliminaPropongo una lettura heideggeriana tutta mia. L'uomo si trova gettato in una vita, senza sceglierla. E' solo. Deve farcela da solo. Perché per quanto possa far bene condividere la vita con qualcuno, bisogna essere forti anche da soli. E poi non sempre si ha qualcuno con cui vivere. E la vita che l'uomo sceglie è un progetto, delle proprie possibilità. L'uomo non farebbe mai ciò che non si sente di fare. E' un progetto di sé...
RispondiEliminaguarisci presto!!
RispondiElimina***
chiara*
Avevo lasciato un commento che splinder avrà inghiottito...
RispondiEliminaIn breve non mi ritrovo in nessuna delle due citazioni e ne vedo pochi nessi.
1) Non mi piacciono i "solitari" a prescindere.
2) Forse influirà la mia attuale condizione personale, ma credo anche che la vita non possa essere considerata una ricerca interiore.
Magritte rimane emozionante :)
Caro Carlo,
RispondiEliminamica ti sarai ammalato???
Innanzitutto ti ringrazio per la mail, ultimamente sono impegnatissima, quindi la discussione sulla scrittura è rimandata...
Stasera vado al cinema, il film???
Viva Zapatero...
Adesso arriva il commento vero e proprio:
Parto da Hesse: ogni uomo deve dapprima conoscersi (e bada bene che per uomo intendo uomo/donna) la dura via per conoscersi, per accerttarsi, per prendere coscienza delle potenzialità(enormi) e anche dei limiti (essenziali)
ecco quest'uomo ha raggiunto una ceta completezza, riesce a stare benissimo anche senza l'altra metà (uomodonnachesia)... ma proprio perchè si conosce talmente bene si ama, si rispetta, riesce a stare meravilgiosamente a interagire a stare megli con le donne (uomodonnachesia)..
scappo via
Buona serata...
(nel caso buona guarigione)
t'abbraccio
chela
occappero...
RispondiEliminal'hai voluto tu klimt. sei seduto? ok premetto che si tratta di riflessioni a caldo dunque confuse e... e basta.
leggendo le riflessioni degli altri trovo interessante lo sguardo heideggeriano. mi ci ritrovo. poi, credo che tutta questa smania di raggiungere il sé sia fuorviante, guarda un po'... per me ciò che conta è vivere il percorso, prendendone coscienza. anche inciampando. rallentando. accelerando. perdendosi. deviando. nel momento in cui ne prendiamo coscienza, tutto coincide e il percorso è già il sé. può accadere in due o da soli. in due mi pare un miracolo. da soli... pure. io da sola sto bene. ma so di poter stare bene in maniera diversa con qualcuno accanto. e so che nella mia selta di stare da sola adesso c'è sia la consapevolezza del benessere ma anche una parte di paura nei confronti dell'altra condizione. e questa paura non mi rende totalmente libera. non mi rende dunque neanche felice. manca qualcosa. manca sempre qualcosa (a me almeno). sempre in bilico tra una scelta e l'altra. e finalmente capisco machado (se non sbaglio) quando scriveva "attento, il cuore solitario non è un cuore".
so di non essere completamente un cuore e so che lo sono stata e spero potrò esserlo di nuovo.
ps una pignoleria da rompipalle. uomo uomo uomo... l'italiano è una lingua ricca di parole che possono essere molto precise e altrettanto capienti di ambiguità. questo è il bello. dunque continuar a dire uomo pensando a uomo/donna può alimentare ambiguità significative. esiste una bellissima coppia che dura da millenni e che è tanto contenta se la chiamiamo in causa: essere umano.
un abbraccio klimt
RispondiEliminacontrobatto con una frase di Shakespeare:
RispondiElimina> "Per amare gli altri bisogna imparare ad amare se stessi".
Un bacio, Carlo, m'è parso di capire che sei ammalato... guarisci presto!!
sono assolutamente d'accordo
RispondiEliminaEhi, Carlo, settimana pesantissima, mi pare dalla tua "assenza". Bacioni, torna presto! Vera
RispondiEliminaMagritte è il mio pittore preferito, è sempre affascinante ed estremamente enigmatico. questo quadro l'ho visto in una mostra a Roma.
RispondiEliminaNon entro nel merito del dibattito. Ci sono diversi commenti interessanti.
Saluti
bacio..
RispondiEliminaAggiungo il mio commento.
RispondiEliminaSecondo me, riesce a provare amore e a donarlo, solo chi già ha trovato SE STESSO e una condizione in cui trabocca di amore per gli altri, chi è arrivato ad una conoscenza di se che gli ha permesso di accettarsi come minimo.Di scoprire una certa armonia dentro se stesso e una sintonia con la Vita.
Ecco allora che Hesse dice bene che la vita è un percorso e un abbozzo di cammino.
Per poter andare verso gli altri e donare amore, bisogna prima essere andati verso se stessi,essersi amati, accettati, aver scoperto i limiti ed i talenti che ci sono stati donati.
E’ in questo cammino che si sarà trovata allora una prima condizione di equilibrio e armonia interiore
Nella realtà di tutti i giorni tante persone dicono “ti amo” e credono di amare, di vivere un amore
ma se poi si scavasse un po’, si scoprirebbe che era un “ti amo” tutto basato sul “proprio bisogno”
sulle proprie aspettative.. è facile per quelle persone, confondere le cose e scambiare per amore qualcosa che è molto.. molto lontano dell’essenza di questo sentimento.
Chi non è equilibrato, chi ignora la propria natura, chi non trova lo stesso ritmo con l’esistenza, chi non riesce a gioire della vita, come può amare?
Il suo andare verso l’altro, diventerà una continua richiesta di appagare il proprio bisogno
le sue infinite aspettative perché al suo interno sente un vuoto che deve essere colmato
L’amore non è questo.L'amore non è "bisogno" e nemmeno "attaccamento".
L’amore è un traboccare di gioia per la vita, partendo dalle proprie radici più profonde
Solo chi è ricco, può donare ricchezza. Se una persona vive invece il proprio vuoto, la propria miseria umana, i mille squilibri (perché non sa nemmeno riconoscere dentro se stesso ciò che è nella sua natura e ciò che non lo è)
non riuscirà a vivere l’amore, ma un surrogato, un egoismo travestito da voler bene.
L’amore è andare verso l’altro senza aspettarsi nulla, senza chiedere nulla, senza un bisogno, o un vuoto da colmare ma con una ricchezza interiore da condividere e donare.
Quante persone invece aspettano l’amore per farsi “riempire”, per sfuggire il loro “vuoto “ e i loro conflitti irrisolti?
Per sopperire a quella crescita personale che non è mai avvenuta?Quante?
La citazione di Baudelaire credo esprima proprio questo e vale non solo per l’uomo, ma vale per l’essere umano in generale
Chi dentro di se ha raggiunto una armonia esistenziale è proprio la persona più indicata per vivere l’amore
Ringrazio davvero quelli che hanno commentato ( significativo l’approccio heideggeriano ma belle le parole di tutti quelli che hanno colto i diversi aspetti delle citazioni)
Il Blog fra le altre cose, può essere proprio questo spazio di libera discussione e confronto..
Bello così.
Saggio il tuo commento, la tua visione! Mi ci ritrovo, come sempre. Bello avere la tua capacità di fare chiarezza. Ho vissuto da complemento oggetto i comportamenti che tu ben descrivi: quello di chi ama e cerca solo un'autoappagamento personale e quello di chi ama per davvero, di quell'amore che arriva dopo la conoscenza di sè. La vita insegna molto ad alcuni......
RispondiEliminaBacioni, riprenditi presto!
Ti ho commentato anche da me. Bye, vado a leggere un po'.
Vera
anche io pensavo lo stesso ma sei sicuro che chi soffre non ha nemmeno il diritto di amare?non da nulla,nenche con la sua richiesta di aiuto?lo dice chi soffre e chi non sopportava di mostrare i propri bisogni figuriamoci mostrare l'amore così sacro come bisogno.come spieghi i legami anche morbosi che chi ama instaura con chi soffre?dimmi non basta neanche il mio dolore per chiedere scusa c''è davvero chi può dire come si ama rinchiudere le forme dell'amore.non è il tuo un pensiero viziato dal delirio di potenza, vale chi può.pensa ad un bambino che dipende da te gli racconteresti la stessa favola.scusa il mio sfogo non è contro di te è contro tutto quello che sostenevo a spada tratta fino ad adesso e che ora non posso più permettermi di predicare.un saluto e scusa ancora
RispondiElimina