ROMAGNOLITUDINE?
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La mi vita l'è una festa | La mia vita è una festa |
| Mi ricordo di un aquilone che me lo porta via il vento una giostra che non si ferma -cavallini dove siete andati?- un compagno che mi ha lasciato Tutte le rose di là dal fosso tutte le strade contro un muro mi son perso dietro a favole ho legato speranze ad un filo così sottile che si spezzerà Ho passato inverni lontano con indosso i vestiti dell'estate e notti intere in piedi per paura di un sogno che sogno fin da bambino Ho pagato tutto più caro e ho ricevuto meno della metà ma da parte ho qualcosa che non dico a nessuno che non cambio con niente La mia vita è una festa |
J animèli | Gli animali |
| Un cane un gatto un topo due giorni dopo che è uscito fuori dalla pancia di sua madre sa fare tutto, ha imparato tutto A noi non basta una vita ce n'andiamo sottoterra senza aver capito niente |
La piruchìna | La trottolina |
| La trottolina in bella mostra nella vetrina della Gargano tutte le mattine quando andavi all'asilo Poi quella mattina che non c'era più. |
La grèzia | La grazia |
| Forse la sola grazia per campare sti ultimi anni meglio che si può, sarebbe di diventare matto Uno di quei matti che passano la vita come se non fossero di questo mondo che scambiano il giorno con la notte l'inverno con l'estate che non gl'interessa ciò che succede in giro e sanno vita e miracoli della Valdoca che non hanno arte ne parte ma di nascosto lavorano ad una invenzione che mai si siano visti con una donna e hanno le tasche piene di lettere che se li saluti non ti rispondono che se gli dici qualcosa non ti badano ma se è un giorno che gli gira bene ti tirano per la giacca per raccontarti delle storie da rimanere a bocca aperta. |
| Ultima corsa |
Brèv e' patàca! | bravo il patacca! me la sono dormita tutta Ed era l'ultima corsa il tram va al deposito Eh si! Ho attraversato la città in lungo e in largo senza vedere niente, senza accorgermi di niente cieco e sordo,un morto imbalsamato ma se sapeste i sogni che ho fatto sogni che è stato un peccato svegliarsi Anche se adesso mi tocca tornare indietro a piedi nel buio, a tentoni domandare a quelli che incontro, dove sono fermarmi a tutti gli incroci, i sottopassaggi, i ponti con la paura d'essermi perduto non farcela a tornare a casa prima che si faccia giorno |
| Lui canta |
| Ala vèta d'una piòpa o tra aglj ombri d'un maciòn è' chènta dala matèna ala sera ch' l'è un piaser a sintil Me a vreb dmandèi du ch'us la chèva fòra tòta cla voja ad cantè che t'sint ch'ui dà cun un gòst una fòrza, un' alègria, ch'è pè ch'u j epa da sciupè e' cor e u n'è che un uslin. Un cuslin da gnint cun la vita lighida a un fil ch'è basta un spanèl ad neva la sfrombla d'un burdèl un gat ch'u i sèlta adòs e l'è zà mort: un pògn ad pèni e basta Ul' sà? U n'e' sa? Lo, e' chènta | Sulla cima di un pioppo o tra le ombre di una macchia canta dalla mattina alla sera che è un piacere sentirlo Io vorrei chiedergli da dove se la tira fuori tutta quella voglia di cantare che senti ci mette un gusto una forza, un'allegria che pare che gli debba scoppiare il cuore e non è che un uccellino Un cosino da niente con la vita legata ad un filo che basta una spanna di neve la fionda di un bambino un gatto che gli salta addosso ed è già morto:un pugno di penne e basta Lo sa? Non lo sa? Lui canta. |
| [ Walter Galli ] |
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Leggerò le poesie.....sul romagnolo concordo! E anche gli emiliani non scherzano! Bacioni!
RispondiEliminaApprendo che stiamo avvicinandoci al compleanno.....bene, si festeggerà!!!!
RispondiEliminaVera