PAESAGGIO VIII
| I ricordi cominciano nella sera sotto il fiato del vento a levare il volto e ascoltare la voce del fiume. L'acqua è la stessa, nel buio, degli anni morti. | ||
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| Nel silenzio del buio sale uno sciacquo dove passano voci e risa remote; s'accompagna al brusio un colore vano che è di sole, di rive e di sguardi chiari. Un'estate di voci. Ogni viso contiene come un frutto maturo un sapore andato. | ||
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| Ogni occhiata che torna, conserva un gusto di erba e cose impregnate di sole a sera sulla spiaggia. Conserva un fiato di mare. Come un mattino notturno è quest'ombra vaga di ansie e brividi antichi, che il cielo sfiora e ogni sera ritorna. Le voci morte assomigliano al frangersi di quel mare. | ||
[ Cesare Pavese ] | ||
"Ogni occhiata che torna" ...mi fa pensare al rispetto (che significa:guardare ancora, guardare di nuovo) e trovo tanto amore e tanto rispetto in questi versi...Leggendola ho sbagliato e ho "sostituito" nella mia mente "Le voci morte" con "le voci eterne assomigliano al frangersi di quel mare"....Mi piace tantissimo la foto...Non so dire perché ma quella luce mi trasporta oltre la piazza, in un altro Tempo. Grazie!!!
RispondiEliminavorrei ringraziarti particolarmente per questo Pavese!!
RispondiEliminae per queste immagini, amo le immagini moltissimo!!
chicca
Ogni viso contiene come un frutto maturo un sapore andato... bellissima questa frase, e anche la foto, come se uìin ogni viso potessi scorgere un segno, un piccolissimo segno della vita che ha vissuto. Baci
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