La curiosità. Le sue radici più antiche sono nel latino "cura", che vuol dire «interesse, sollecitudine».


 


    Col tempo il significato è andato incontro a una serie di metamorfosi, dalla scrupolosità, all’ingegno, all’attenzione dedicata a questioni di importanza seconda­ria,  al desiderio di capire o sapere qualcosa, magari dettagli irrilevanti o questioni in cui non ci si dovrebbe immischiare, ad esempio la curiosità di conoscere i difetti e le imperfezioni degli altri uomini. E poi, come dice il proverbio, la curiosità ha ucciso il gatto.


 


     Bisogna riconoscerlo: la curiosità è uno dei principali trat­ti che abbiamo in comune con gli animali.
     La domenica mattina, dopo essere sgattaiolata fuori pas­sando in mezzo alle gambe di Piet, Gigi si era diretta verso la siepe di lillà che segnava il confine del giardino di Chloe. I lillà avevano messo fuori tutte le foglie, lasciando sul terreno zolle ombreggiate separate da chiazze tiepide di sole. Me­glio stendersi al caldo, con la punta del naso all’ombra. Chissà quanto tempo era rimasta lì. Dopo un po’ un pettirosso si era posato su un ramo sopra di lei: un pettirosso dal petto gonfio e succoso, con l’occhio attento a scovare qual­che vermiciattolo. Gigi si era messa a battere i denti per l’ec­citazione. Non le importava neanche tanto di acchiappare il pettirosso, quel battere di denti era già abbastanza entusia­smante. Poi l’uccello aveva ripreso il volo, posandosi sul prato dei Wexler dall’altro lato della strada, e Gigi l’aveva seguito.


 




    Fra i gatti, quelli bianchi sono i più feroci, quelli fulvi i più dolci, quelli bianchi e neri i più elusivi, quelli tigrati i più curiosi.   


 
     
 

    «Tu non capisci», disse una ragazza, passando sul marcia­piede. Era troppo grassoccia per poterselo permettere ma portava i jeans a vita bassa, con l’anellino d’oro all’ombelico che si vedeva appena in mezzo a due pieghe di pelle cre­mosa. «Non posso tornare a casa adesso. I miei pensano che sono a fare volontariato».


 
     
     
     
     
     
 


 
     
     
     
     
     
     
 

     Nel giardino dei Wexler c’era una mangiatoia tubolare per uccelli appesa a un acero, e mentre il pettirosso indugiava sul prato sottostante, in cerca di semi di girasole, Gigi andò a nascondersi nell’aiuola di peonie e lo osservò. Il temporale aveva lasciato le peonie prostrate come supplici, con la fac­cia spiaccicata a terra; qualche cardellino si posò sulla man­giatoia, e poco dopo qualche altro ancora, e poi ripresero il volo all’improvviso tutti insieme, come fanno spesso gli uc­celli, come se qualcosa li avesse di colpo spaventati. Da una finestra aperta usciva il suono del clarinetto di Jill Wexler. Liebestraun. Sogno d’amore.


    La vita non ha un posto dove andare, dato che è ovunque, e quindi non si muove anche se è sempre in movimento, è la foglia, è l’immondizia, è il piercing sull’ombelico della ragaz­zina, il verme, la zampa del gatto, le ombre che si allungano.


    Seguendo l’ombra di un cardellino, Gigi attraversò la re­cinzione che separava il giardino dei Wexler da quello dei Sanbourne. Non riuscì a trattenersi. Da quando il vecchio si­gnor Sanbourne era morto, quella primavera, il prato non era più stato falciato, e i lunghi fili d’erba e gli steli dei fiori selvatici le accarezzavano gradevolmente il pelo mentre ci passava in mezzo. Le talpe e i topolini di campagna si na­scondevano nei loro buchetti sotto le sue zampe. Sì, Gigi, sì.

   
Quando Tommaso mise la mano nel fianco di Gesù, quel­lo che voleva veramente sentire era la propria carne e le pro­prie ossa. È questa la curiosità: il desiderio di sapere esatta­mente di cosa siamo fatti e di determinare quanto siamo fra­gili, o mortali, o addirittura — volendosi aggrappare a quella visione romantica della speranza che in fondo equivale a una pia illusione — immortali. 
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     Dio non è curioso.
     Dal momento che è ogni cosa, non ha bisogno di esserlo.


 
     
     
     
 

       [ tratto da "Il luogo sottile" - Kathryn.Davis - Minimum fax, 2008  ]


 
     
     
     
     
     
     


 


 


 


 



 


 

Commenti

  1. non potevo che essere io la prima a commentare un post con bellissime foto di mici!!!
    casualmente ho anche accese le casse..e a sentire questo rumore di infrangersi di onde sulla riva sto impazzenso,proprio adesso che è sera e vorrei far confondere i pensieri con le onde...
    ero venuta qui per raccontarti un mio ricordo sulle nuvole..ma adesso non sono più in grado!
    ciao carlo

    marta delirante

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  2. non potevo che essere io la prima a commentare un post con bellissime foto di mici!!!
    casualmente ho anche accese le casse..e a sentire questo rumore di infrangersi di onde sulla riva sto impazzenso,proprio adesso che è sera e vorrei far confondere i pensieri con le onde...
    ero venuta qui per raccontarti un mio ricordo sulle nuvole..ma adesso non sono più in grado!
    ciao carlo

    marta delirante

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  3. Stuggente nostalgia per il mio amato gatto fulvo, dolce ed affettuoso.
    Ciao :)

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  4. Stuggente nostalgia per il mio amato gatto fulvo, dolce ed affettuoso.
    Ciao :)

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  5. .... mi piace questa cura nella curiosità ... suona di rispetto e attenzione.
    È la curiosità che spinge a scoprire il nuovo ... e affina l' osservazione ...
    Mai visto quanto sono curiose le capre ? ... e gli asini ? Non parliamo delle pecore ... forse gli animali in generale sono curiosi ... sì ...

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  6. .... mi piace questa cura nella curiosità ... suona di rispetto e attenzione.
    È la curiosità che spinge a scoprire il nuovo ... e affina l' osservazione ...
    Mai visto quanto sono curiose le capre ? ... e gli asini ? Non parliamo delle pecore ... forse gli animali in generale sono curiosi ... sì ...

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  7. veder giocare tra loro i nuovi due piccoli adottati è l'unico raggio di sole in questo momento nella mia vita

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  8. veder giocare tra loro i nuovi due piccoli adottati è l'unico raggio di sole in questo momento nella mia vita

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  9. Inutile dirti che nella prima foto in questo post il gatto assomiglia molto al mio Pablo, scappato l'altra notte.
    Bel post, anche se indirettamente me lo sento dedicato.
    Oggi sono di poche parole.

    Buona giornata caro

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  10. Inutile dirti che nella prima foto in questo post il gatto assomiglia molto al mio Pablo, scappato l'altra notte.
    Bel post, anche se indirettamente me lo sento dedicato.
    Oggi sono di poche parole.

    Buona giornata caro

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  11. c'è una curiosità "buona"...forse la stessa che ha spinto Tommaso per verificare e capire.
    Una bella serata.

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  12. c'è una curiosità "buona"...forse la stessa che ha spinto Tommaso per verificare e capire.
    Una bella serata.

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  13. Molto bello! Complimenti

    Maria Eleonora

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  14. Molto bello! Complimenti

    Maria Eleonora

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