Una  frase


 
     
     
     
 



L’altra sera una cara amica nella sua mail ha usato un’espressione particolare. All’interno di un discorso più ampio, ha scritto: “Che candore "sintonizzarsi" con gli altri…


 


Nel leggerla,  prima sono  arrivato alla fine della sua riflessione,  ma dentro era come se mi si fosse acceso un campanello.  Sono dovuto tornare indietro, a riprendere il punto:


Che candore "sintonizzarsi" con gli altri…


 


L’espressione all’interno del testo mi sembrava perfino emanare una impercettibile luce. Come se quelle parole brillassero per via di un eccesso di senso. La frase sicuramente può avere diverse letture o sfumature  ma nell’interpretazione che ho afferrato io, ho avvertito che  é semplicemente perfetta, azzeccata. 


 
     
 

 


 
 

 


 
     
     
     


 


 


 



 


 


 


 
























































































































































































































 

 



 


     
     
     
     
 



     Ascoltare qualcuno e l’ascolto in generale, significa la capacità di entrare in una dimensione atemporale  e insieme, restare ben piantati dentro se stessi e il proprio presente.

     L’ascolto richiede  elasticità, flessibilità mentale, certo, ma più ancora, ha bisogno della capacità di diventare trasparenti, di far tacere le mille voci che di solito ci ronzano dentro, le preoccupazioni e i pensieri confusi che finiscono spesso per abitarci.  

      
Mi verrebbe da dire che é  la capacità di diventare come un cristallo. Di far pulizia nella mente e riversare tutte intere, le nostre energie in quell’ascoltare l’altro. In quel fargli spazio.
      

      In questo senso, allora, é necessario per davvero “un candore”. Un saper diventare contenitore, vaso, cavità. Contenitore per accogliere il suono,  la vera voce dell’altro.
Così  come il bianco, per assurdo  é proprio la somma di tutti i colori.  Tutti li sa contenere.


 
     
     
     
     
     
     
 


 
     
     
     
     
     
 

      E  questo mi fa andare all’immagine, alla forma dell’orecchio. Il suono per poter essere raccolto, ha bisogno di un padiglione che riesca ad accogliere, a concentrare le onde sonore,  e di un vuoto,  una cavità che possa vibrare, una cassa di risonanza.


 
     
     
     
     
     
     
 

 ORECCHIO DI DIONISIO


 
 

 


 
     
     
     
     
     
 

     “Candore  forse  é proprio quel vuoto,  quel silenzio da conquistare, da lasciare accadere. Un silenzio e un vuoto fatto però di attenzione, di delicatezza, di  concentrazione e di spontaneità. Quelli che da sempre sono gli ingredienti della vera comunicazione e la “materia prima” dell’incontro.


 
     
     
 

                 [ k ]


 
     
     
     
     
     
     


 


 


 


 


Commenti

  1. io ultimamente ho solo "silenzi-assenza" di comunicazione...belle però le tue parole, come sempre! Un saluto

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  2. Straordinario. Le tue riflessioni portano sempre a qualcosa in più.
    Innescano pensieri "nuovi". Sempre un piacere passare da te e poi le foto....
    Buona giornata
    Gianluisa

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  3. Ed io credo che un ascolto possa semplicemente avvenire quando, morendo a noi stessi ed al nostro egoismo, riusciamo a fare germogliare quell'Amore profondo fatto appunto di attenzione e disponibilità, nei confronti degli altri.
    Anche oggi brilli di una luce particolare.
    Buona giornata.
    Giò

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  4. Un candore che fa luce, illumina e amplifica i suoni, quelli "veri" che "entrano" e rimangono.
    Belle le immagini. Le ho mostrate a Lauretta: quei micini....

    Ciao

    Chiara

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  5. ... curiosi di ascolto ? ... sorrido !!
    Credo che l' ascolto debba essere "pulito" cioé libero da giudizi e pregiudizi .. come quando si ascoltano i suoni della natura ... si ascolta attenti e basta ...
    .. ecco sì un lasciar entrare ...
    Esattamente la stessa predisposizione che ci tiene a naso in su quando leggiamo il cielo ;-)

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  6. Io entro in questo blog e respiro serenità...
    Il suono per essere ascoltato fino in fondo deve andare dritto al cuore...perchè le parole hanno suoni ma anche anima.

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  7. La capacità di ascoltare con le orecchie e con il cuore una persona è sintomo di sincera amicizia o di vero amore. Ascoltare con le orecchie e con il cuore in senso lato è indice di solidarietà universale. ergo, se il primo sentimento è encomiabile, il secondo è sicuramente sublime. E chi ha la fortuna di provare entrambi è sicuramente un uomo più felice.
    Buone vacanze. amico mio.

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  8. mi scuso, ma pare che ieri Splinder abbia deciso di farmi uno scherzo !

    Ha salvato due commenti relativi a questo post sul post relativo ai Mandala.
    Mistero su come abbia fatto!!
    :O) boohhh...
    d'accordo che ieri era il 17,
    ma io, mica sono superstizioso!

    carlo

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  9. Prestarsi ascolto l'un l'altro, significa soprattutto attenzione per l'altro, significa essere migliori di se stessi, significa superarsi, significa amare le difficoltà, significa amare...toh, di nuovo l'amore...
    Le immagini che hai scelto sono bellissime, ma sai che quella della mano dietro l'orecchio per ascoltare meglio l'ho cercata per un sacco di tempo?

    Sensibile all'ascolto...meno al sentire (senso fisiologico)
    Due baci

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  10. ...in quello spazio bianco
    dove l'anima sa toccare il suono...nella purezza del sentire...

    Blue

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  11. La verità che la tua pagina dei commenti è da un pò che fa dei scherzi, ora ps. trovo qui dei commenti,che ho già letto nei post precedenti. Mistero, quanto il sentire il cielo, ma le risposte non ce li da, quelli sono dentro noi, almeno dicono cosi, forse devo ancora crescere per sentirle.....
    Ciao,Carlo è bellissimo,che ogni volta riesco a riconoscere nei tuoi post un pezettino di me. emer

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  12. E' notevole quante cose riesci a scatenare con i tuoi post..la mia mente vola..
    E' bello passare da te...
    un sorriso
    biby

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  13. Cos'è il blog nel blog?
    Insomma, come stai? Hai vinto qualche battaglia?

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