IL SORDO  


 
   

    


 



 


 
























































































     
     
     
     
     
     
 

Ero muto e imparai la vostra spietatezza


 


Ero sanguinante e imparai  a cucire ferite


 


Conobbi il dolore,  la pena, il mio sgomento

_


 


Piansi per Voi 

affinchè il mio inutile orecchio 

si colmasse d'
ogni vostra lacrima

poichè vi comprendevo fino in fondo




ben oltre le parole che mi disertavano.


 


Ciò che non afferraste non merita ascolto.


 


Ciò che non fu compreso rimane a mia colpa

_


 



Cancellerò il regno dell'indifferenza


 


inventando un'altra lingua


 


che non nasca dietro la fronte


 


ma che volteggi nell'aria e nel silenzio.


 


Che vi dissemini

di fiori e gentilezza, le mani 


 


come  un profumo

E  bolle di luce  da offrirvi

e meraviglia da soffiarvi addosso




come dopo l'arida stagione, la pioggia. 




_
_
Inventerò una nuova lingua.
 


Un diverso calore  

che attraversi la pelle e gli occhi


 


e non taccia, solo perchè Voi

tenete serrate le labbra
.




_
Una lingua che vi baci,   muta


   
     
     
     
 

        [  k ]


 
     
     
     
     
     

 


 


Commenti

  1. Una lingua nuova che non nasca dietro la fronte, una lingua libera di volteggiare nell'Aria e nel Silenzio...un bel traguardo, per orecchi allenati. Ciao Carlo, buona domenica

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