Tra cadaveri in maschera...
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Probabilmente non sei più chi sei stata ed è giusto che cosí sia. _ Hai raschiato a dovere la carta a vetro e su noi ogni linea si assottiglia. Pure qualcosa fu scritto sui fogli della nostra vita. _ Metterli controluce è ingigantire quel segno formare un geroglifico più grande del diadema che ti abbagliava. Non apparirai più dal portello dell'aliscafo o da fondali d'alghe, sommozzatrice di fangose rapide per dare un senso al nulla. Scenderai sulle scale automatiche dei templi di Mercurio tra cadaveri in maschera, tu la sola vivente, e non ti chiederai se fu inganno, fu scelta, fu comunicazione e chi di noi fosse il centro a cui si tira con l'arco dal baraccone. _ Non me lo chiedo neanch'io. _ Sono colui che ha veduto un istante e tanto basta a chi cammina incolonnato come ora avviene a noi se siamo ancora in vita o era un inganno crederlo.__ _ _ Si slitta |
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. . . [ Eugenio Montale, Satura II ] |
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che bella! Ciao Carlo :-)
RispondiEliminaDa te sempre bella poesia e ottima musica!!
RispondiEliminaGrazie
Annamaria