• Il nuovo Piano Industriale è rigoroso e, a tratti, severo. Ma è il NOSTRO Piano e, grazie all'integrazione con Air France-KLM, prevede investimenti immediati e sviluppo a medio termine. • Nessun collega, di nessuna categoria professionale, viene abbandonato, né quelli in Alitalia né quelli in Alitalia Servizi: per ciascuna unità produttiva c'è un percorso tracciato, sul quale le due aziende hanno offerto chiarezza e impegni. • In oltre 15 mesi di tentativi (comprendendo anche l'asta pubblica andata deserta), condotti con soggetti di tutto il mondo (Asia, Medio Oriente, Cina, Africa, Stati Uniti), la proposta Air France-KLM è l'unica certa, oltre che credibile e sostenibile. • Ogni deviazione da questo percorso, trasparente, continuamente rappresentato al mercato, frutto dello sforzo di molte, moltissime persone di buona volontà diventa oggi un tentativo neppure velato di uccidere l'ultima possibilità che ci rimane di preservare l'Alitalia e di farla crescere. UN PO’ DI STORIA
• Nella primavera 2007 la Compagnia, cosciente dello stato di criticità e delle difficoltà che il processo di privatizzazione attraverso l'asta pubblica stava attraversando, inizia la definizione di un nuovo piano industriale. • Tale piano, definito di Sopravvivenza e Transizione, viene approvato dal CdA di Alitalia il 30.08 e il 07.09: gli elementi principali sono l'adozione di una strategia di rete basata sull'unico hub di FCO, la focalizzazione sul traffico cosiddetto punto-a punto da e per l'Italia, la riduzione della capacità (messa a terra di oltre 20 aeroplani), il completamento della terziarizzazione delle attività cosiddette ancillari, l'aumento della produttività a terra ed in volo. Esito imprescindibile del Piano, che avrebbe consentito il passaggio dalla sopravvivenza e transizione allo sviluppo sostenibile: l'integrazione in un grande gruppo. • Nei mesi di settembre, ottobre e novembre accade esattamente questo: come riportato nel comunicato stampa dell'8 ottobre, l'azienda approfondisce il dialogo sulla forma e le modalità di un'eventuale integrazione con operatori internazionali (Aeroflot, Air France-KLM, Lufthansa) e nazionali (AP Holding). L'azienda esplora quindi ogni possibilità, con l'unica limitazione della credibilità e della sostenibilità delle ipotesi proposte.
• Il 6 dicembre Alitalia riceve due sole proposte industriali non vincolanti di integrazione, una di Air France-KLM ed una di AP Holding.
• Il management ed i consulenti elaborano un'analisi accurata delle alternative che porta Consiglio di Amministrazione (unanime), management e consulenti il 21 dicembre a raccomandare che si prosegua con un negoziato in esclusiva con Air France-KLM (il primo vettore al mondo!). L'obiettivo del negoziato in esclusiva è che si pervenga nel più breve tempo possibile a una proposta vincolante, basata appunto su una visione condivisa di integrazione industriale.
• L'azionista MEF, dopo un passaggio al Consiglio dei Ministri, si esprime pubblicamente a favore della decisione dell'azienda, il 28 dicembre.
• Si ricordano le dichiarazioni pubbliche in quel periodo della cordata esclusa. AP Holding sceglie quindi di combattere la propria battaglia attraverso le aule di tribunale, con il ricorso al TAR (respinto) e l'appello al Consiglio di Stato (respinto). Nonostante AP Holding fosse stata l'unico soggetto ad aver avuto accesso alla data room dell'asta e poi alla data room del negoziato con l'azienda, non valuta opportuno procedere con un'operazione di mercato (Offerta Pubblica di Acquisto).
• Vengono fatti numerosi appelli a cordate del nord o di altri punti cardinali: nessuna va oltre le dichiarazioni sui giornali, nessuna si manifesta.
• AZ da una parte e Air France-KLM dall'altra negoziano in esclusiva per il periodo previsto (otto settimane, dal 17 gennaio al 14 marzo) e il 14 marzo arriva la proposta vincolante di Air France-KLM.
Tale proposta si basa su un aggiornamento del Piano Alitalia, aumenta il numero di aeromobili messi a terra (da circa 25 a circa 35), mantiene inalterato il numero degli esuberi già previsti nel Piano Alitalia, riduce il prezzo proposto per l'acquisto ma aumenta sensibilmente la cifra proposta per l'aumento di capitale di Alitalia (1 miliardo di € in contanti, interamente garantito)
• Fanno parte della proposta vincolante di Air France-KLM, tra le altre cose, la richiesta dell'approvazione del Piano da parte dei Sindacati, entro il 2 aprile e la soluzione della cosiddetta questione Malpensa (contenzioso SEA).
• La scadenza del 2 aprile è una richiesta dell'azienda e non una condizione posta da Air France-KLM, in coerenza con la valutazione interna delle condizioni finanziarie dell'Alitalia, comunicate di mese in mese a Consob e quindi di pubblico dominio.
• Parte il confronto tra Alitalia, Air France-KLM e sindacati, poco dopo che l'azionista pubblico dichiara formalmente il proprio gradimento della proposta ricevuta e la sua congruità con gli interessi nazionali (mantenimento del marchio, del portafoglio diritti di traffico, della copertura del territorio e delle destinazioni chiave, internazionali ed intercontinentali).
• E' in questa fase cruciale che riprendono le azioni di disturbo e disinformazione: si parla per esempio di oltre settemila esuberi (sono in realtà 2.250, per i quali sono già previsti gli ammortizzatori sociali, inclusi nel cosiddetto "Decreto Milleproroghe" approvato dal Parlamento poco tempo fa, senza opposizione di alcuna parte politica), si parla di offerta infamante dal punto di vista industriale (ma il piano è un piano scritto da Alitalia e approvato da Alitalia, seppure sviluppato secondo linee che consentono di valorizzare il rapporto con un grande gruppo quale Air France-KLM, generando notevoli sinergie), si parla di abbandono di Malpensa (ma la rivisitazione della strategia di rete è stata decisa dal management di Alitalia già ad Agosto 2007 e la SEA ha avuto tutto il tempo per cercare e trovare alternative).
• La rottura delle trattative da parte di Air France-KLM, successiva a una controproposta sindacale formulata con errata cognizione di causa, può nel giro di pochissimo tempo condurci al commissariamento (Legge Marzano- vedi testo allegato).
Chi riconosce l’assoluta necessità di riprendere e realizzare il progetto di rilancio, definito con il nostro Piano Industriale e condiviso con Air France-KLM, propone che:
- Tutte le persone che hanno in buona fede delegato a terzi la propria rappresentanza nei confronti della Compagnia, cessino di fare le farfalle imbalsamate in collezioni altrui e si riapproprino delle propria identità individuale di dipendenti, usando una delle risorse più preziose: il buon senso. - Sia dato pieno sostegno al Presidente Prato per l’ottimo lavoro fatto sinora, con pazienza e impegno ammirevoli. A lui chiediamo di ritirare le dimissioni, affinché la proposta Air France-KLM – una buona offerta sotto molteplici punti di vista – sia accettata da tutti i dipendenti Alitalia e Alitalia Servizi, se del caso apponendo ventimila firme in calce alla stessa, immediatamente e senza ulteriori negoziati.
QUESTO TESTO VERRA’ DATO AI MEDIA, PER DIFFUSIONE
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"Tutte le persone che hanno in buona fede delegato a terzi la propria rappresentanza nei confronti DI TUTTO ...cessino di fare le farfalle imbalsamate in collezioni altrui e si riapproprino delle propria identità individuale di dipendenti, usando una delle risorse più preziose: il buon senso...."
RispondiEliminaUn abbraccio
Clara
ciao Clara! hai messo il dito al centro del problema di noi tutti.
RispondiEliminaGrazie della sottolineatura.
Ci stava alla grande!
So bene che molto poco trapela di ciò che accade per davvero, eppure non manco di trasecolare ogni volta che un contributo come questo mi fa vedere realtà che non riesco a vedere, anche se cerco di tenere gli occhi aperti.
RispondiEliminaNei meandri della vicenda Alitalia non sono riuscita ad addentrarmi anche per la mia impreparazione. E purtroppo sono sicuramente in compagnia della stragrande maggioranza degli italiani. Quanto ai cinesi, forse sappiamo un po' di più, anche perché molto del loro attivismo senza regole è entrato a far parte della nostra vita quotidiana. Ho visto, però, un servizion sul Venerdi di Repubblica di questa settimana che sembra magnificare un certo modo di penetrazione cinese della nostra produzione e del nostro mercato. Forse non ho capito dove vada a parare oppure c'è qualcosa anche in questo campo che mi sfugge in maniera tragica (per me).
Grazie di tutta questa informazione introvabile, Carlo, e grazie dei contributi nel mio blog.
Un abbraccio. Con tutto l'affetto.
mamma che post lungo e quanta carne al fuoco. Impossibile non rispondere.
RispondiEliminaDico subito che spero affinchè la trattativa con air france vada in porto
prima che l'alitalia venga svenduta con il rischio che gli acquirenti siano i figli di quel signore perbene di milano.
Anche l'atteggiamento assurdo dei
sindacati non mi meraviglia perchè fanno parte del consociativismo dilagante del nostro paese.
Forse a livello nazionale saranno anche onesti (?) ma a livello decentrato fanno veramente schifo.
Parlo ovviamente della realtà dove ho lavorato (ASL) e non posso generalizzare ma come faccio a credere in queste organizzazioni che hanno permesso, quando era loro compito vigilare, la diffusa corruzione nella maggioranza delle ammininstrazioni?
ma avremo modo di riparlarne, caro carlo.
Enzo
Il problema dell informazione è più che un problema mi appare quasi una tragicommedia, nella grande apparenza dell informazioni in massa,
RispondiEliminaintrinsica la grande conttradizzione della mal informazione, ahime, anche voluta!!!!!!!!!!!!!!!!!Sembra una matassa che non si riesce a sbrogliare...!!!!!!!! ciao, emer