PER LA SERIE



 



 



 



 



 



 " LE INFORMAZIONI CHE ORDINARIAMENTE
PASSANO SOTTO SILENZIO
 "


 
     
     
     
 

Ecco il documento che una parte importante dei dipendenti e piloti di Alitalia ha diffuso all'indomani della "rottura delle trattative" con AIR-FRANCE causata dall'irresponsabile comportamento delle 8 sigle sindacali che sedevano al tavolo . La UIL si era già rifiutata in precedenza di proseguire la trattativa che tentava di salvare da un fallimento ormai certo, Alitalia .


E' la dimostrazione che persone di buon senso in questo paese ci sono ancora  e che sanno distinguere il grano dalle ortiche. Che non si prestano ai folli meccanismi della disinformazione  e della campagna mediatica imbastita da Berlusconi e dalla Lega per far naufragare definitivamente Alitalia e addossarne le responsabilità a Prodi che si è battuto fino all'ultimo per una PRIVATIZZAZIONE basata sul Mercato (concorrenza e recupero di efficienza) e su criteri razionali di valutazione del Piano di Air-France.


     
 

E' un documento sottoscritto da una parte dei lavoratori Alitalia, che invita a ritirare la propria delega di rappresentanza ai sindacati che hanno portato a questo sfacelo nell'azienda.


 
     
     

"Se i profeti irrompessero


Per le porte della notte


E cercassero un orecchio come patria –


orecchio degli uomini


ostruito dall’ortica
Sapresti ascoltare?”


Versi di Nelly Sachs
– poetessa e scrittrice tedesca, premio Nobel per la Letteratura nel 1966-
     
     

Il nuovo Piano Industriale è rigoroso e, a tratti, severo. Ma è il NOSTRO Piano e, grazie all'integrazione con Air France-KLM, prevede investimenti immediati e sviluppo a medio termine.

• Nessun collega, di nessuna categoria professionale, viene abbandonato, né quelli in Alitalia né quelli in Alitalia Servizi: per ciascuna unità produttiva c'è un percorso tracciato, sul quale le due aziende hanno offerto chiarezza e impegni.

• In oltre 15 mesi di tentativi (comprendendo anche l'asta pubblica andata deserta), condotti con soggetti di tutto il mondo (Asia, Medio Oriente, Cina, Africa, Stati Uniti), la proposta Air France-KLM è l'unica certa, oltre che credibile e sostenibile.

• Ogni deviazione da questo percorso, trasparente, continuamente rappresentato al mercato, frutto dello sforzo di molte, moltissime persone di buona volontà diventa oggi un tentativo neppure velato di uccidere l'ultima possibilità che ci rimane di preservare l'Alitalia e di farla crescere.



UN PO’ DI STORIA


 


• Nella primavera 2007 la Compagnia, cosciente dello stato di criticità e delle difficoltà che il processo di privatizzazione attraverso l'asta pubblica stava attraversando, inizia la definizione di un nuovo piano industriale.

• Tale piano, definito di Sopravvivenza e Transizione, viene approvato dal CdA di Alitalia il 30.08 e il 07.09: gli elementi principali sono l'adozione di una strategia di rete basata sull'unico hub di FCO, la focalizzazione sul traffico cosiddetto punto-a punto da e per l'Italia, la riduzione della capacità (messa a terra di oltre 20 aeroplani), il completamento della terziarizzazione delle attività cosiddette ancillari, l'aumento della produttività a terra ed in volo. Esito imprescindibile del Piano, che avrebbe consentito il passaggio dalla sopravvivenza e transizione allo sviluppo sostenibile: l'integrazione in un grande gruppo.



• Nei mesi di settembre, ottobre e novembre accade esattamente questo: come riportato nel comunicato stampa dell'8 ottobre, l'azienda approfondisce il dialogo sulla forma e le modalità di un'eventuale integrazione con operatori internazionali (Aeroflot, Air France-KLM, Lufthansa) e nazionali (AP Holding). L'azienda esplora quindi ogni possibilità, con l'unica limitazione della credibilità e della sostenibilità delle ipotesi proposte.



• Il 6 dicembre Alitalia riceve due sole proposte industriali non vincolanti di integrazione, una di Air France-KLM ed una di AP Holding.



• Il management ed i consulenti elaborano un'analisi accurata delle alternative che porta Consiglio di Amministrazione (unanime), management e consulenti il 21 dicembre a raccomandare che si prosegua con un negoziato in esclusiva con Air France-KLM (il primo vettore al mondo!). L'obiettivo del negoziato in esclusiva è che si pervenga nel più breve tempo possibile a una proposta vincolante, basata appunto su una visione condivisa di integrazione industriale.



• L'azionista MEF, dopo un passaggio al Consiglio dei Ministri, si esprime pubblicamente a favore della decisione dell'azienda, il 28 dicembre.



• Si ricordano le dichiarazioni pubbliche in quel periodo della cordata esclusa. AP Holding sceglie quindi di combattere la propria battaglia attraverso le aule di tribunale, con il ricorso al TAR (respinto) e l'appello al Consiglio di Stato (respinto). Nonostante AP Holding fosse stata l'unico soggetto ad aver avuto accesso alla data room dell'asta e poi alla data room del negoziato con l'azienda, non valuta opportuno procedere con un'operazione di mercato (Offerta Pubblica di Acquisto).



• Vengono fatti numerosi appelli a cordate del nord o di altri punti cardinali: nessuna va oltre le dichiarazioni sui giornali, nessuna si manifesta.



• AZ da una parte e Air France-KLM dall'altra negoziano in esclusiva per il periodo previsto (otto settimane, dal 17 gennaio al 14 marzo) e il 14 marzo arriva la proposta vincolante di Air France-KLM.



Tale proposta si basa su un aggiornamento del Piano Alitalia, aumenta il numero di aeromobili messi a terra (da circa 25 a circa 35), mantiene inalterato il numero degli esuberi già previsti nel Piano Alitalia, riduce il prezzo proposto per l'acquisto ma aumenta sensibilmente la cifra proposta per l'aumento di capitale di Alitalia (1 miliardo di € in contanti, interamente garantito)



• Fanno parte della proposta vincolante di Air France-KLM, tra le altre cose, la richiesta dell'approvazione del Piano da parte dei Sindacati, entro il 2 aprile e la soluzione della cosiddetta questione Malpensa (contenzioso SEA).



• La scadenza del 2 aprile è una richiesta dell'azienda e non una condizione posta da Air France-KLM, in coerenza con la valutazione interna delle condizioni finanziarie dell'Alitalia, comunicate di mese in mese a Consob e quindi di pubblico dominio.



• Parte il confronto tra Alitalia, Air France-KLM e sindacati, poco dopo che l'azionista pubblico dichiara formalmente il proprio gradimento della proposta ricevuta e la sua congruità con gli interessi nazionali (mantenimento del marchio, del portafoglio diritti di traffico, della copertura del territorio e delle destinazioni chiave, internazionali ed intercontinentali).



• E' in questa fase cruciale che riprendono le azioni di disturbo e disinformazione: si parla per esempio di oltre settemila esuberi (sono in realtà 2.250, per i quali sono già previsti gli ammortizzatori sociali, inclusi nel cosiddetto "Decreto Milleproroghe" approvato dal Parlamento poco tempo fa, senza opposizione di alcuna parte politica), si parla di offerta infamante dal punto di vista industriale (ma il piano è un piano scritto da Alitalia e approvato da Alitalia, seppure sviluppato secondo linee che consentono di valorizzare il rapporto con un grande gruppo quale Air France-KLM, generando notevoli sinergie), si parla di abbandono di Malpensa (ma la rivisitazione della strategia di rete è stata decisa dal management di Alitalia già ad Agosto 2007 e la SEA ha avuto tutto il tempo per cercare e trovare alternative).



• La rottura delle trattative da parte di Air France-KLM, successiva a una controproposta sindacale formulata con errata cognizione di causa, può nel giro di pochissimo tempo condurci al commissariamento  (Legge Marzano- vedi testo allegato).



Chi riconosce l’assoluta necessità di riprendere e realizzare il progetto di rilancio, definito con il nostro Piano Industriale e condiviso con Air France-KLM, propone che:


-        Tutte le persone che hanno in buona fede delegato a terzi la propria rappresentanza nei confronti della Compagnia, cessino di fare le farfalle imbalsamate in collezioni altrui e si riapproprino delle propria identità individuale di dipendenti, usando una delle risorse più preziose: il buon senso.



-     Sia dato pieno sostegno al Presidente Prato per l’ottimo lavoro fatto sinora, con pazienza e impegno ammirevoli. A lui chiediamo di ritirare le dimissioni, affinché la proposta Air France-KLM – una buona offerta sotto molteplici punti di vista – sia accettata da tutti i dipendenti Alitalia e Alitalia Servizi, se del caso apponendo ventimila firme in calce alla stessa, immediatamente e senza ulteriori negoziati.




QUESTO TESTO VERRA’ DATO AI MEDIA, PER DIFFUSIONE


 


     
     
     
     
     

Ed ora un articolo tratto dal sito del  Sole24ore che fa il punto su buona parte dei prodotti cinesi che stanno invadendo i mercati mondiali e che, nel caso specifico,  rischiano di mettere fuori mercato le aziende del Bresciano specializzate nella componentistica del settore idrosanitario. Inutile aggiungere che ci giochiamo pure la nostra salute all'interno di questa globalizzazione selvaggia che permette ad una dittatura come quella cinese di dettar legge sui mercati, di fare affari e di autoperpetuarsi senza che nessun organismo sovranazionale controlli minimamente se rispettano le più elementari norme di sicurezza.


Il tutto va confermare ulteriormente quanto io stesso ipotizzavo, nel post che ho pubblicato pochi giorni fa, sulla "QUESTIONE TIBETANA."
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Ma quanti si interessano e/o vengono informati di questi problemi ?
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Bella domanda, vero!?


     
     
     
 

Alleanza contro i termosifoni cinesi all'amianto


di Rita Fatiguso


 
 

Le nubi che si addensano sul cielo della Val Sabbia non hanno niente a che fare con la meteorologia. Altrettanto minacciose, spinte dal vento gelido della concorrenza sleale (oltre che dannosa per la salute), vengono dalla Cina, e rischiano di spazzar via il distretto dei radiatori in alluminio pressofuso.
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Con proverbiale cocciutaggine, i bresciani non mollano la presa, la valle è l'ultima trincea per difendere i loro prodotti dai colpi scorretti della globalizzazione.
«Certo, si vociferava che in Cina, negli ultimi tempi, specie intorno al porto di Ningbo, fossero spuntate trecento aziende produttrici di termosifoni a bassa tecnologia (in gergo: a estrusione) per l'estero visto che l'acqua delle tubature cinesi è così acida da corrodere l'alluminio», premette Alberto Pasotti, delle Industrie Pasotti spa. «Ma che la materia prima fosse scadente e le guarnizioni non testate, a rischio amianto, quello no, bisognava dimostrarlo» aggiunge sconsolato.
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Quel che è peggio, i cinesi rastrellano quote di mercato piazzando i loro radiatori nell'Est, finora appannaggio delle aziende italiane. Che, per farsi forza, da due anni fanno parte del consorzio Airal. In Italia il mercato vale 5 miliardi, occupa 25mila addetti, indotto incluso.
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Orlando Niboli è uno degli undici figli di Silvestro, il capostipite, che negli anni Settanta lascia l'azienda di Comero, per creare in valle Fondital Spa, società tra le prime in Europa, con due raffinerie che sfornano i panetti di alluminio e un fatturato di un miliardo all'anno. «Se chiude Fondital – è la vox populi – va via la luce dalla val Sabbia». Logico: novemila addetti (di cui 2.500 nell'indotto), ruotano intorno ai radiatori. Maurizio Zipponi, ex sindacalista, parlamentare bresciano, ammette: «Impossibile non essere al fianco di queste aziende».

Niboli indica dall'altra parte della valle i capannoni in costruzione. Ha il fare di chi vorrebbe dire ai suoi figli «un giorno tutto questo sarà tuo» e i cinesi, è innegabile, gli mettono un filo di inquietudine. «Abbiamo iniziato a sentir puzza di bruciato un anno fa, sei mesi dopo eravamo in giro a raccogliere prove».
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Niboli, Pasotti & co. insistono. Mandano addetti Airal nei bazar dell'Est, nei mercatini degli Stati che guardano l'Europa dal buco della serratura, che non fanno distinzione e comprano oggetti con quell'italian sounding che tanto piace, in Polonia, Romania, Russia, Ucraina, Bulgaria. Dei 33 campioni raccolti, il 33% è contaminato dall'amianto. Il dossier di mezzo metro è gonfio di fotocopie di scontrini fiscali, visure camerali di improbabili società di certificazione, spesso italiane. Spuntano coincidenze con marchi italiani associati ad Airal, venduti nei luoghi del benessere di massa impiantati di fresco nel cuore l'Europa dell'Est: Castorama, Le Roy Merlin, Brico Center.
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Ultima tappa, l'Ucraina, Kiev, fino all'imbuto del porto di Odessa: dove si scoprono con raccapriccio i termosifoni Mirado, identici a quelli della Pasotti di Sabbio, più a Sud, i Nova Florida, gli hanno copiato anche il packaging.
«Guardi qui - dice Alberto Pasotti, mostrando i termosifoni fatti in Cina – le lamine si piegano come burro, l'alluminio c'è, ma in dosi bassissime». Dopo aver attraversato, trafelato, i reparti in cui lavora mezza Africa, operai del Senegal, della Nigeria, fino al magazzino, il punto dolente, sbotta: «Vede questi dodici metri di termosifoni impilati? Valgono sei milioni di euro, sono quel 30% di vendite in meno rispetto all'anno scorso». La Fondital spa di Niboli ha limato i prezzi, ma non digerisce quel «13% di differenza di prezzo frutto di aiuti di Stato, non ci resta che avviare l'antidumping
».
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All'ultima fiera di Rho, contro i concorrenti espositori hanno tirato le unghie: radiatori cinesi sequestrati dalla Finanza, con la benedizione dell'Alto commissario per la lotta alla contraffazione, i Nas dei Carabineri che affidano i controlli all'Arpa. La procura di Milano ha aperto un'indagine penale. Se processo ci sarà, sarà con i cinesi in contumacia. Prossima tappa forzata per i bresciani: blitz alle dogane di Odessa, il porto sul mar Nero, dove arrivano i Mirado di Ningbo, spacciati per made in Val Sabbia.



 



 



 



 



 



 



 



 



 



 



 



 



 


Commenti

  1. "Tutte le persone che hanno in buona fede delegato a terzi la propria rappresentanza nei confronti DI TUTTO ...cessino di fare le farfalle imbalsamate in collezioni altrui e si riapproprino delle propria identità individuale di dipendenti, usando una delle risorse più preziose: il buon senso...."
    Un abbraccio
    Clara

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  2. ciao Clara! hai messo il dito al centro del problema di noi tutti.

    Grazie della sottolineatura.
    Ci stava alla grande!

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  3. So bene che molto poco trapela di ciò che accade per davvero, eppure non manco di trasecolare ogni volta che un contributo come questo mi fa vedere realtà che non riesco a vedere, anche se cerco di tenere gli occhi aperti.
    Nei meandri della vicenda Alitalia non sono riuscita ad addentrarmi anche per la mia impreparazione. E purtroppo sono sicuramente in compagnia della stragrande maggioranza degli italiani. Quanto ai cinesi, forse sappiamo un po' di più, anche perché molto del loro attivismo senza regole è entrato a far parte della nostra vita quotidiana. Ho visto, però, un servizion sul Venerdi di Repubblica di questa settimana che sembra magnificare un certo modo di penetrazione cinese della nostra produzione e del nostro mercato. Forse non ho capito dove vada a parare oppure c'è qualcosa anche in questo campo che mi sfugge in maniera tragica (per me).
    Grazie di tutta questa informazione introvabile, Carlo, e grazie dei contributi nel mio blog.
    Un abbraccio. Con tutto l'affetto.

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  4. mamma che post lungo e quanta carne al fuoco. Impossibile non rispondere.
    Dico subito che spero affinchè la trattativa con air france vada in porto
    prima che l'alitalia venga svenduta con il rischio che gli acquirenti siano i figli di quel signore perbene di milano.
    Anche l'atteggiamento assurdo dei
    sindacati non mi meraviglia perchè fanno parte del consociativismo dilagante del nostro paese.
    Forse a livello nazionale saranno anche onesti (?) ma a livello decentrato fanno veramente schifo.
    Parlo ovviamente della realtà dove ho lavorato (ASL) e non posso generalizzare ma come faccio a credere in queste organizzazioni che hanno permesso, quando era loro compito vigilare, la diffusa corruzione nella maggioranza delle ammininstrazioni?
    ma avremo modo di riparlarne, caro carlo.
    Enzo

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  5. Il problema dell informazione è più che un problema mi appare quasi una tragicommedia, nella grande apparenza dell informazioni in massa,
    intrinsica la grande conttradizzione della mal informazione, ahime, anche voluta!!!!!!!!!!!!!!!!!Sembra una matassa che non si riesce a sbrogliare...!!!!!!!! ciao, emer

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