Anais


   
         
   

 Una donna che amo alla follia


   
         
         
         
         
         
   

“Perché si scrive é una domanda a cui posso rispondere facilmente dato che me lo sono chiesta così spesso.
Penso che  un autore scriva perché ha bisogno di creare un mondo in cui poter vivere. Io non potrei mai vivere in uno dei mondi che mi sono stati offerti: il mondo dei genitori, il mondo della guerra, il mondo della politica. Dovevo crearne uno tutto mio.

Come un luogo, una regione, un’atmosfera in cui respirare, regnare e ricrearmi quando ero spossata dalla vita. Questa, credo  é la ragione di ogni opera d’arte.”


 


"L’artista é l’unico a sapere che il mondo é una creazione individuale, che c’é una scelta da fare, una selezione. E’ una materializzazione del suo mondo interiore. E spera che altri vi possano entrare. Altri esserne attratti. Spera quindi di poterlo condividere.
Pochi momenti di comunicazione con il mondo valgono la pena, perché é un mondo per altri, un’eredità per altri, un dono.
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Ma scriviamo anche per accrescere la nostra consapevolezza della vita. Scriviamo per lusingare, incantare e consolare gli altri. Scriviamo per fare una serenata ai nostri amanti. Scriviamo per  gustare la vita due volte nell’istante presente e nel ricordo. Scriviamo per poter trascendere la nostra vita, per arrivare al di là di essa. Scriviamo per imparare a parlare con gli altri, per testimoniare il viaggio nel labirinto. Scriviamo per ampliare il nostro mondo, quando ci sentiamo soffocati o limitati. Scriviamo come gli uccelli cantano, come il selvaggio danza i suoi rituali.
Se nella scrittura non respiri, se non piangi, se non canti, allora non scrivere.
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Io quando non scrivo, sento il mio mondo che si restringe. E’ come se fossi in prigione. Sento che ho perso il mio fuoco e colore. Deve essere una necessità , come il mare ha bisogno di incresparsi, ed io, questo, lo chiamo respirare. “


 




"Sono i sensi la fonte più ricca della scrittura e quindi il mezzo di comprensione dei loro significati.
Gli strumenti dello scrittore non sono  l’inchiostro e la carta ma il suo corpo, la sensibilità dei suoi occhi, delle sue orecchie e del suo cuore.
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Se sono atrofizzati non deve scrivere più.” 
 


   
         
         
   

                    [ Anais Nin ]


   
         
         
         
         
         
     


   
         
         

Commenti

  1. "Se nella scrittura non respiri, se non piangi, se non canti, allora non scrivere"...non avevo mai pensato, a quanto ciò sia vero! Ciao Carlo (Clara)

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  2. Diciamo che provo le stesse cose se non posso disegnare. E' come se tutto dovesse passare attraverso un immagine...lì depongo i miei ricordi, più che nella scrittura.
    A questo punto penso che ogni forma di arte sia valida per...respirare.
    Ciao, enza

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  3. Ho visto dal trampolino il tuo post e mi sono sentita così vicino al pelo dell'acqua da non averne paura. Allora ,senza neanche stringere le narici ,mi sono tuffata, lasciando che l'acqua entrasse anche dal naso.
    :)

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  4. ti auguro di nuotare allora...
    Come una sirena; ma una sirena che sappia cantare sott'acqua.
    Nel silenzio più assoluto. Nell'acqua dell'inconscio.
    E non per il bisogno di incantare chi va per mare
    ma per la propria irriducibile inclinazione all'armonia e al canto.
     

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