A futura memoria. (A proposito d'Alzheimer)

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Perdere la memoria

è perdere la propria ombra.

Si rischia di divenire trasparenti

Di non conoscere più la rosa dei venti

Una direzione vale l’altra, e tutte,

a inchiodarci all'immobilità.

Poichè non abbiam traccia

che ci indichi da dove provenivamo

Chi siamo. Come siam giunti...
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Gireremmo in cerchio. A lungo

avvitandoci su noi stessi

Affondando dentro l'oscurità

Incapaci, ormai

anche d’un solo passo

che ci racconti.




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Commenti

  1. Ero arrivata a questo blog prima ancora del tuo commento sul mio.
    Mi piace ciò che scrivi. Del resto io sono datempoemare, no?
    Buona giornata!

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  2. versi molto toccanti, un argomento sociale che la sensibilità di poeta non può ignorare...molto belle e significative anche le immagini

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  3. @ datempoemare:
    Non potrebbe essere diversamente. ;-)
    Ci sono fili invisibili che ci conducono. A volte basta uno spiraglio, un lampo, un varco e improvvisamente, li scorgiamo. Buona giornata a te.
    Carlo

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  4. @ Vilma Bellucci:
    Lo scrivere non può mai separarsi dal vivere. Condividere le gioie o i drammi di chi ci circonda,di chi fa parte del nostro orizzonte è lo strumento che abbiamo per toccare le radici della vita. Grazie di essere passata.
    La tua presenza qui da me è sempre un onore.

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    Risposte
    1. io spero che me la cavo..
      nel senso che spero di non arrivarci, spero che accada qualcosa prima di tutto ciò..

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  5. vediamo se ce la faccio. e' difficile commentare sul tuo blog questa sera. va e viene lo spazietto bianco :). e' sempre un piacere leggere cio' che scrivi. no. non sono romantica. sono un'illuminista. ma vorrei essere piu' romantica. magari sotto sotto, chissa' :) jahira

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  6. Bello il tuo descrivere questa terribile solitudine.
    Away from her- Lontano da lei
    http://www.youtube.com/watch?v=vTsPvHcNzwQ
    affronta l'argomento con estrema dolcezza ed intelligenza.
    un saluto

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  7. E' svanire, é finire come una pellicola sbiadita, rendendosi conto del proprio regredire verso l' oblio, come HAL in 2001 Odissea nello spazio.
    E' sempre difficile accettare la fine, ma ci si conforta almeno con l' idea di poter lottare fino all' ultimo.
    L' Alzheimer lo impedisce.

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  8. @tittidiruolo
    Beh..ovviamente ce lo auguriamo tutti. Credo che sia una delle malattie più subdole perchè ti impedisce di opporre al male, tutto ciò che sei, tutta la forza e la saggezza che hai accumulato durante una vita. Un anziano a cui venga sottratto tutto questo patrimonio è come un bambino. Disarmato e sperduto.

    @jahira:
    una romantica-illuminata insomma! Tipo un lampioncino in ferro battuto che sta
    appeso su in alto nel vicolo. hihihiihih...

    @ germogliare:
    come dice Melogrande è un venir meno sbiadendo, perdendo i propri contorni.
    Una malattia che ti svuota da dentro e ti vieta perfino di lottarci contro,
    opponendo le risorse che una persona ha accumulato durante una vita.

    @ Melogrande:
    Venire cancellati lentamente, affondando nell'oblio e senza potersi difendere
    è una ben strana sorte. Un regredire che a me personalmente mette addosso una
    gran tenerezza per questi anziani. A noi resta il senso di quanto sia fondamentale la memoria sia per l'individuo per il quale diventa l'asse fondamentale sia a livello collettivo. Un popolo che perda la propria memoria storica è un popolo condannato ad estinguersi. Talvolta osservando i Leghisti ho l'impressione che negli ultimi 20 anni nella fantomatica Panzania sia scoppiata una tremenda epidemia collettiva di Alzheimer.
    Per caso si sono dimenticati perfino chi ha sgovernato questo paese fino a due mesi fa? Io invece me lo ricordo decisamente bene! Pure tu lo ricordi, vero? :-))

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