A fuoco lento



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Voleva dirle
che in cucina sarebbe rimasto per sempre

                                                                         .
                                                                                                                  .
Voleva dirle che l'amava
come si amano gli aromi sprigionati
fra i fornelli
nel centro vitale della casa

                                                              .
                                                                                                                      .                     



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Voleva dirle
che lui stesso sarebbe stato cuoco e cucina.
Cuore pulsante della sua vita

per donarle l’eco di parole mai udite.
Sapori e sensuali saperi, narrati in parole mute
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Le più preziose.
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Perchè al riparo dal volgare e indistinto brusio
che si levava dal mondo 
a ricoprire la musica delle cose.
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Come il più intimo e delicato gusto delle verdure
finiva spesso soffocato dal troppo impeto della cipolla




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Invece, in quel loro tempio insperato
si sarebbe levata la musica delle dita
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A impastare il tempo al calore del forno.

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Nel ritmo incalzante di sapienti tocchi di coltello
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Al suono modulato del getto d'acqua del lavello
al variare della nervatura d'insalata
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Nei movimenti delle stoviglie pronte ad accogliere
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Nel biancore d’una nevicata di pinoli
e parmigiano
sulla pelle della pasta fumante

già arresa e tremante all'idea
dell'imminente tripudio.

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Con l’aroma del vino a conturbare l’arrosto
e il basilico fresco e l'origano
nel profumo d'un piatto mediterraneo
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Come lo struggimento che infine assale 
chi sa chiudere gli occhi al presente
per respirarsi il ricordo
d’una antica felicità futura


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Voleva dirle tutto questo e altro ancora
Voleva dirle di non avere paura
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Di non risparmiarsi e di dimenticare 
tutto quel che pensava d’aver sempre saputo
sul preparare un pranzo per due.
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Perchè le avrebbe imbandito in sè stesso
una tavola principesca.

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Il loro patto? Un piatto inconsueto.
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E infiniti pensieri roventi
il fuoco
lento, estenuato,
in cui prendere posto a rosolare
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Un piatto che sarebbe nato
e rinato mille e più volte 
fra stoviglie
tegami, ripiani e un formicolio alle mani

pronte a impastare ingredienti carnali


                                  .


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Questo  pensava,
mentre decorava con fragole rosse
il dolce ormai pronto e sfiorava
quell'indugiare delle dita
 
fra la bianca camicia e la pelle di lei.
Quell'assaggiarla e leccarla in punta di lingua
percorrendola senza pudore
in preda ad una furia sacrilega.
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Dalla gola all’orecchio, fin quasi alla nuca 
là, dove iniziava la peluria di fragola
che lo stordiva e l'accendeva
d'un respiro corto, ardente, meraviglioso
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Come lo zucchero fuso,
liquefatto, 
ad accerchiare
una nocciola di mascarpone 

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Come fosse la loro anima e il sangue
la portata migliore di quel pasto regale
Di quello splendore raggiante
di cui spesso traboccavano.
Lo stesso che a lui brillava negli occhi
la mattina,
mentre andava al mercato
pensando al loro essere frutti ricercati

rari, fuori stagione.
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Un piatto creato per l'occhio
il cuore, il palato.

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Qualcosa di sublime perche senza ragione  


 
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Commenti

  1. Meravigliosa...
    non riesco a trovare le parole per un commento...
    grazie Carlo..
    un caro saluto..
    dandelìon

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  2. wow
    bellissimo qs. post anche le foto mi gustano mucho
    auguri Carlo

    RispondiElimina
  3. Ciao Klimt, grazie degli auguri (spero che sia arrivata anche la mia risposta)!!! Sul post che dire, m'hai fatto venir fame!! Ho sempre pensato che sessualità(anzi, sensualità) e cibo andassero molto d'accordo e queste parole, unite alle foto, lo testimoniano. Un saluto, a presto!!

    RispondiElimina
  4. dammi l'indirizzo. parto tra 5 minuti! :)

    RispondiElimina
  5. Qualcosa di sublime perchè senza ragione.
    (Frase meravigliosa)

    :)

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  6. Mi auguro che cotanta cena sia andata a buon fine...

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  7. Fortunata la commensale.
    Complimenti a te.
    Buon anno a entrambi.
    (sono m0ra.wordpress.com)

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  8. Sei entrato, caro Carlo, nella dimensione del significato profondo di un bisogno primario che non è limitato al corpo ma investe l’interezza della persona e delle sue relazioni con se stessa, la natura, e l’altro/a da sé. Hai scelto la lentezza che sola può esaltare e mirabilmente comunicare la sensualità di un’esperienza quotidiana che può essere eccezionale, carica di senso ed evocatrice della sensualità con cui aderiamo alle radici della nostra vita. Hai creato molta bellezza, Carlo.

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  9. quanta passione! lasci senza fiato :)
    jahira

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  10. @dandelion57:
    Contento che ti piaccia. Soprattutto che tu sia entrata nello spirito del racconto. Perchè questo in realtà era l'inizio di un mio racconto. Il dialogo a distanza di due amanti che si scrivevano lettere dal luogo che sentivano più intenso e più loro.

    @Lamponemirtillo:
    Ma grazie! bello che talvolta le parole e le immagini "buchino lo schermo"
    Controllato che non hai niente sul fornello?
    :-))

    @ Linda:
    Concordo in pieno. Il cibo e la sensualità hanno un legame potente. Ma anche il luogo, la cucina ha una sua sensualità particolarissima
    E' quasi il punto "G" di una casa.
    Mi è capitato di vedere qualche giorno fa "Il postino suona sempre due volte con Jack Nicholson e Jessica Lange e d'incanto m'è tornato in mente questo testo che avevo scritto nel 2010.


    @ Pannonica:
    in questo clima di festa ci stava questo Post goloso! :-)


    @ Lauramentre:
    Ahahahaah! mi hai fatto morire col tuo comemnto. Preferisci dolce o salato? :-ppppppp


    @ Lilium:
    Non è forse vero che le cose davvero belle
    e significative richiedono un pizzico di follia?


    @ Melogrande:
    Mica devi prendere tutto alla lettera. :-)Questo in origine era l'incipit di un racconto
    In ogni caso qualsiasi Augurio è sempre il benvenuto.

    @ Moraletale:
    Auguri ricambiatissimi nel segno della "gola"!


    @ Harmonia:
    Hai colto il punto, secondo me. Non esiste una sensualità o una passione staccata dal vivere Dal quotidiano intendo. Perchè se hai passione, ogni cosa che fai "ha il fuoco dentro" e ti riconnette alla fonte primaria della Vita
    Quell'energia che chiamiamo "Amore"
    e può abbracciare ogni cosa che ti sta intorno: anche il cucinare, anche quel mangiare che non è solo inghiottire, ma "GUSTARE"
    Anche quella può essere arte...e addirittura, affabulazione, fascinazione.
    .

    @ Jahira:
    perchè? ancora ti meravigli?!

    "Ehi ragazzi...non siamo mica qui a pettinare le formiche" come dice quello sciagurato di Bersani! ;-)))

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  11. salato e dolce.
    ma da domani risono a dieta. :)

    RispondiElimina

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